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Peravoles par fâ sù

Anna Frangipane

Da secoli il mâl dal clap perseguita e colpisce i friulani, in special modo quelli della Pedemontana pordenonese. E' un male oscuro e contagioso, ma per fortuna mai mortale, che spinge ad acquistare pietre e mattoni, malta e calce, sabbia e ghiaia per innalzare muri e muretti, restaurare facciate, risanare scantinati, abbellire case e via dicendo. Per questo male non ci sono nè rimedi nè tantomeno antidoti. I più saggi ed informati ci confortano dicendoci che, come tutti i mali, deve seguire il suo corso. Insomma il mâl dal clap è una specie di morbillo che, al suo passaggio, non lascia brufolini ma segni ben visibili, spesso perenni: case e stalle, viadotti e gallerie, chiese e monumenti. Chi in Friuli è cresciuto a diretto contatto col male del sasso, ovviamente lo ha esportato. Nei tempi passati, quando il cemento non era ancora stato inventato, dai nostri paesi partivano in cerca di miglior fortuna muratori e carpentieri, tagliapietre e scalpellini, fornaciai e manovali per costruire paesi e città, ponti e ferrovie. Si facevano apprezzare per la loro assiduità e capacità riuscendo spesso a svolgere lavori di grande impegno in tempi contenuti e a prezzo ragionevole. Se ne stavano là for pal mont stringendo i denti, per poter sì innalzare i muri degli altri ma con l'intento dichiarato di riuscire un giorno a tirar su con più facilità anche quelli della propria casa o della propria stalla.
 



Peravoles par fâ sù
Manufatti, parole e immagini per non dimenticare i saperi del costruire

Autori:  Anna Frangipane, con il contributo di Gianni Colledani
Collana: pagine dall'Ecomuseo 15 - percorso sassi
Realizzato da: Comune di Castelnovo del Friuli, Associazione Lis Aganis - Ecomuseo regionale delle Dolomiti Friulane, Università degli Studi di Udine
Anno: 2016
Pagine: 88
Soggetto: mestieri, materiali del costruire

 
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