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Cesteria italiana: intrecci di storia, ambiente e cultura

THÉST.
Cesti e gesti: alle origini della tradizione.
Il cesto rappresenta una somma di valori di un’identità culturale delle genti, strettamente legata all’ambiente contestuale.
Nelle diverse varianti di forma e di materiali naturali, il cesto diventa strumento di lavoro, icona del tempo, rappresentazione della civiltà, fotografia della natura amica dell’uomo. In qualche modo il cesto, frutto dell’abilità artigianale si riempie di valori positivi: rispetto del cicli naturali, capacità dell’uomo di adattar-si utilizzando e trasformando quanto offerto da Madre Natura, in quel preciso luogo e in un determinato tempo, dando vita ad una funzionalità coniugata all’estetica. In sintesi, una summa che genera Bellezza senza tempo, ieri come oggi, percepibile da tutti con l’Arte pittorica a testimonianza perenne di una storia che si lega in un unicum armonico dove Uomo, Natura e Tempo inte-ragiscono in modo soave. Una sorta di idillio dal sapore bucolico che dilata i tempi nel rispetto della naturalità. Un quadro così lontano dalla quotidianità moderna che velocizza e comprime  per necessità d’azione, ma che possiamo assaporare e cogliere in questa breve lettura.

La TRADIZIONE 
Il Comune e la Pro-Loco di Polcenigo organizzano ogni prima domenica di settembre la Sagra dei Thèst, sagra dei cesti fra le più antiche d’Italia, con quasi 350 edizioni. È sicuramente un evento di grande rilievo, in una regione che era fra le più attive nell’arte dell’intreccio ed esportava questi prodotti in tutta Europa.
La manifestazione in questi anni è stata sempre più curata, in special modo negli aspetti culturali che presenta l’attività della cesteria. La pro-posta di fare una mostra che mettesse in contatto i quadri italiani e gli og-getti intrecciati, è stata accolta e supportata dal Comune e dai volontari. Questo piccolo libro mira ad incuriosire rispetto ai collegamenti che possono esserci fra l’arte dei grandi pittori e il patrimonio della cultura materiale dell’intreccio, un viaggio altrettanto pieno di bellezza. Mario Brocchi Colonna ha lanciato l’idea di una mostra che esplorasse i cesti dipinti dai pittori italiani nell’ultimo mezzo millennio, e dopo una ricerca collettiva delle immagini, un gruppo di cestai e appassionati provenienti da diverse regioni si è dato da fare per riprodurre fedelmente i cesti. Dal rinascimento al secolo scorso, la pittura attesta la grande diffusione degli intrecci vegetali nella vita quotidiana di tutti gli strati sociali, e in tutti gli ambienti dove la vita umana si svolge. La grande varietà degli og-getti rappresentati nei quadri testimonia le diverse tradizioni della ceste-ria regionale, ed è interessante osservare che molti di questi cesti esistono ancora, non solo nei musei; alcuni vengono realizzati a tutt’oggi, con gli stessi materiali e procedimenti di secoli fa. 
Abbiamo messo insieme begli esempi di intrecci in olivo, nocciolo, casta-gno, soprattutto salici, ma anche foglie di palma nana, e specie erbacee come la tifa. E questo è solo un assaggio della biodiversità degli intrecci nel nostro Paese. 




Cesteria italiana: intrecci di storia, ambiente e cultura
Autore: Andrea Magnolini e Arianna Ancarani
Collana: I quaderni del fare n.6
Realizzato da: Comune di Polcenigo, Associazione Lis Aganis - Ecomuseo regionale delle Dolomiti Friulane
Anno: 2017
Pagine:48
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