BORGO PALCODA, TRAMONTI DI SOTTO - percorso sassi

Orario di apertura:

Informazioni presso il Comune di Tramonti di Sotto

Suggestivi per bellezza, tradizione e storia sono i borghi di Palcoda, in fase di ristrutturazione, e San Vincenzo nel Canal di Cuna, con la chiesetta ripristinata. Facilmenti raggiungibile attraverso l'antica viabilità recuperata, dove i muri a secco, i ruderi, le fornaci e i segni lasciati dalla storia raccontano la vita e la cultura materiale degli abitanti dei "tramonc".

Socio di riferimento: Comune di Tramonti di Sotto

Piazza Santa Croce
33090 Tramonti di Sotto (PN)

Tel: 0427 869017
Fax: 0427 869010


NOTIZIE:
Canal di Cuna

Il Canal di Cuna si trova nelle Prealpi Carniche nell'alto bacino del torrente Comugna, il più importante affluente dell'Arzino, fa parte del Comune di Tramonti di Sotto e i due centri abitati più vicini sono Tramonti di Mezzo, a ponente, e San Francesco in Comune di Vito d'Asio ,a levante. .Si estende da ovest a est ,per oltre 4 km, fiancheggiato da monti poco elevati ( dai 1029 di Givoli ai 1687 della Cuesta Spioleit) ma impervi, con fondovalle che digrada da 600 a 450 metri s.l.m.Il territorio è in gran parte coperto da una folta vegetazione , con boschi di faggi e conifere. La valle è solcata da ripidi corsi d'acqua suggestivi per le loro limpide acque. Il primo insediamento stabile risale alla metà del Seicento quando una famiglia di Tramonti di Mezzo si trasferì a Chiaschiàrmas (546 s.l.m.). Una tradizione popolare vuole anche che in quegli anni vivesse una piccola comunità di monaci. Nel 1745 a Pascalon (580 s.l.m.) venne costruito un oratorio che fu dedicato al santo spagnolo Vincenzo Ferreri, e nella cartografia ufficiale ,la borgata stessa finì con l'assumere il nome di San Vincenzo .Più tardi ,sulla riva destra del Comugna, fu eretto anche un mulino del quale oggi restano interessanti ruderi. Agli inizi dell'ottocente il Canal di Cuna fu visitato da alcuni ingegneri geografi militari francesi al seguito dell'armata di Napoleone. Nel 1880 nella chiesetta di Pascalon fu collocata una pala del pittore bellunese Luigi Schiasutti, con l'immagine di San Vincenzo. Gli abitanti del Canale i Cjanaglins conducevano una vita molto modesta, ma non misera, che trovava sostentamento soprattutto nelle attività silvo-pastorali e in una povera agricoltura. Nel novembre del 1917 il Canale fu coinvolto negli eventi del primo conflitto mondiale. Dopo la battaglia di Caporetto i suoi sentieri vennero attraversati da soldati italiani in ritirata dal fronte carnico e da reparti austro-tedeschi in movimento verso la valle del Meduna. Nel 1927, dopo i difficili anni del dopoguerra, di fianco alla chiesa fu eretto un piccolo campanile, e l'anno successivo,anche un edificio scolastico per i bambini fino alla terza classe elementare. Le lezioni si tenevano durante la bella stagione, da aprile a settembre; gli scolari del secondo ciclo frequentavano la scuola di Tramonti di Mezzo, che raggiungevano con circa 2 ore di cammino. Verso la fine del secondo conflitto mondiale, il Canale fu testimone di alcuni combattimenti tra le forze della Resistenza e le truppe occupatrici naziste . Dopo la guerra ,a Piedigiâf (487 s.l.m.) ,furono collocati dei cippi in memoria dei poveri Leonardo e Maria Lorenzini e di due partigiani morti in questa zona, Valentino Pupin "Sole" e Angelino Ferigutti "Monte", che nei primi giorni di novembre del 1944 , quando in Val d'Arzino ebbe inizio una grande azione di rastrellamento e una forte colonna cosacca partì da Pozzis e penetrò nel Canal di Cuna attraverso la Forchia Bassa e scendendo lungo il Giaveada fino ai casolari di Piedigiâf ,furono colpiti a morte vicino al torrente e davanti alla casa, mentre titti gli altri trovarono rifugio nei boschi. La valle ormai contava pochi abitanti, poiché qui lo spopolamento aveva avuto inizio nei primi anni del Novecento ,in anticipo rispetto agli altri paesi di montagna. Nel 1935 i residenti erano 85 (131 nel 1884). L'abbandono si accelerò dopo la guerra e nel 1954 anche l'ultima famiglia lasciò il Canale che, in definitiva ,fu abitato stabilmente per soli tre secoli. Il terremoto del 1976 trovò borgate deserte e aggiunse rovine alle rovine.Tuttavia, qualche anno fa qualcosa è risorto: per iniziativa di alcuni Enti, dell'A.N.A. e di altre Associazioni di volontariato, vennero restaurati la chiesa e il campanile. Le opere furono inaugurate nel maggio del 1995 con notevole partecipazione di originari della valle e di appassionati della montagna, e sopra l'altare venne posto un Crocefisso di legno eseguito dall'artigiano Antonio Toffolon di Fossalta di Portogruaro, mentre su una parete fu collocata un'artistica opera musiva del prof. Carlo Fontanella in cui San Vincenzo è raffigurato come predicatore. Il Cjanal di Cuna continua quindi a vivere nel cuore della gente sparsa nel mondo e nel ricordo di chi ha avuto l'occasione di visitarlo, magari anche una sola volta, per motivi escursionistici in un ambiente naturale solitario e ancora integro.
Tratto da: "Ritorno nel Canal di Cuna" di Tito Pasqualis

Come arrivarci: da Tramonti di Sotto si procede verso Tramonti di Mezzo, e tra le prime case, sulla destra, ha inizio Via Canal di Cuna, e si procede verso Selva Piana. Pochi metri più avanti su un rudere troviamo il segnavia CAI 810 che segnerà tutta la salita. Superata località Rutizza e il ponticello su una bellissima pozza del torrente Chiarchia, si continua lungamente raggiungendo la fine del falsopiano, dove si può parcheggiare l'auto e poi procedere a piedi sulla pista forestale (chiusa al traffico in base alla L.R. 15) in asfalto che ha termine presso un rudere di Selva Piana a 749 m. s.l.m. La strada procede con un fondo mediocre sotto un tunnel di aceri e ci porta alla Fórchia Zuvièl a 890 m. s.l.m. al di là della quale sprofonda il Canal di Cuna. Alcune ruderi e dei cartelli CAI segnano questo posto che per chissà quanti anni ,ha costituito il valico più comodo per le anime che abitavano in fondo alla valle. A questo punto si scende per il sentiero ben segnalato sino a raggiungere Pascalon (San Vincenzo).

Appuntamenti: questo sito isolato costituisce oggi luogo di pellegrinaggio per valligiani ed appassionati che si danno appuntamento qui il 1° Maggio di ogni anno. Per tale avvenimento, con regolare ordinanza, viene autorizzato il transito sulla pista forestale che porta in Selva Piana.
Si segnala ,sempre nel Canal di Cuna, l'escursione organizzata dal gruppo "Gli Amici di Vil di Mieç" presso le Stalle di Gardelin ( 1028 m. s.l.m.), che ogni anno festeggiano in compagnia il 25 Aprile.


Palcoda
Visita guidata al borgo e commemorazione alla lapide della partigiana "Paola"

L'inverno di Jole
visita al luogo dove la partigiana Paola sacrificò la vita
il 9 dicembre 1944

Una sintetica biografia
Jole De Cillia era nata ad Ampezzo il 23 gennaio 1921, da madre carnica e padre di Savalons. In Francia, dove l'intera famiglia aveva emigrato per cercare condizioni di vita migliori, la ragazza conseguì il diploma di infermiera grazie al quale iniziò subito a lavorare: al rientro in Italia fece la scelta consapevole e importante di entrare nel movimento partigiano, con il nome di Paola. Progressivamente arrivò a ricoprire incarichi rischiosi, quali la staffetta, e di responsabilità, fino ad essere impiegata nel settore dell'informazione ove si distinse per la preparazione culturale.
Nell'estate del 1944, Jole De Cillia entrò nel mirino delle SS e fu costretta a darsi alla clandestinità, approdò nella zona libera della Carnia e dell'Alto Friuli e fece parte della Giunta di Governo quale rappresentante dei Gruppi di Difesa della Donna, per cui lavorò con metodo e dedizione.
Nell'ottobre del 1944 iniziò il grande rastrellamento in Carnia per mano dei tedeschi, fascisti e cosacchi. Jole De Cillia, assieme al suo compagno Giannino Bosi, fu costretta a rifugiarsi a Palcoda, un borgo di case in Val Tramontina, difficilmente raggiungibile e ridotto in rovina dal precedente passaggio di nazifascisti.
All'alba del 9 dicembre 1944 Palcoda venne accerchiata dai fascisti della X^ MAS.
La partigiana Paola, all'età di 23 anni, cadde trafitta dal fuoco nemico in un ultimo disperato tentativo di resistenza. Dopo la prima, provvisoria sepoltura a Tramonti di Sotto, la salma venne tradotta nel cimitero di Savalons.
Nel 1957 le fu conferita la medaglia d'argento al Valore Militare.

Le motivazioni dell'iniziativa
La partigiana Paola non aveva, come ogni giovanotto dell'epoca, vestito la divisa per entrare nei ranghi militari, la sua militanza nasceva da una scelta personale, da una profonda e volontaria adesione agli ideali di uguaglianza e libertà che sono il fondamento della nostra democrazia.
". non tanto per ricordare episodi di un passato ormai lontano nel tempo, per ricordare una pagina di storia, di grande storia della nostra gente, quanto per recuperare il senso di quelle scelte, i valori, le motivazioni ideali che le avevano determinate. Per ricordarci da dove tutti veniamo, da dove viene la nostra libertà e la nostra democrazia." afferma Alberto Buvoli, direttore dell'Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione "Chiediamoci il perché di quelle scelte, che cosa ha spinto Paola, Luisa e le altre centinaia e centinaia di donne che come loro hanno messo a repentaglio la propria vita; fermiamoci un momento a pensare a quanto coraggio e a quanta determinazione ci sia voluta per fare quello che hanno fatto, per fare quelle scelte di vita."


L'itinerario

I riferimenti si possono trovare sulla carta Carta Tabacco 028.
Il Comune di Tramonti di Sotto mette a disposizione una guida esperta che darà utili indicazioni sul percorso, sulla storia e sulla geografia dei luoghi.
Da Tramonti di Sotto si prende in località case Comesta la strada bianca che prosegue con comodo sentiero segnavia 831. Si sale da quota 380 circa ai 660 di una piccola sella e quindi si scende nella valletta del rio Palcoda e si risale verso la meta: in circa 2 ore si arriva a Palcoda, un paesino abbandonato dove troviamo, su un lato del campanile, la lapide commemorativa.


Borgo medievale di Palcoda e la Chiesa di san Giacomo

Pàlcoda è un villaggio abbandonato nelle Prealpi Carniche sito nel territorio del Comune di Tramonti di Sotto in Provincia di Pordenone, ad un altitudine di 628 m s.l.m. in posizione soleggiata e raggiungibile con un'ora e mezza circa di cammino da Tramonti di Sotto o da Campone. Dal 400 abbiamo attestazioni di stavoli a Pàlcoda, ma come sappiamo questi vanno intesi come insediamenti pastorali temporanei ,legati al fenomeno della transumanza delle greggi, ma possiamo immaginare che già agli inizi del 600 due famiglie fossero particolarmente attive in quello che era chiamato il Canale di Palcoda : i Masutti e i Moruzzi. Certo è che tra la seconda metà del XVII secolo e la prima del XVIII il borgo si andò formando e strutturando economicamente e socialmente in modo sempre più complesso. All'agricoltura e alla pastorizia si aggiunsero altre forme di economia che garantirono la prosperità della famiglia,: in particolare il commercio di cappelli in paglia venduti nel nord Europa che permise alla famiglia dei Masutti di arricchirsi. Il piccolo borgo poteva contare di un piccolo Molino e di un importante e fiorente fornace posta a monte dell'abitato ,lungo il sentiero che conduce alla forcella Negardaia, ma è molto bella anche quella posta al di sotto del borgo vicino al torrente. Il successo della famiglia e del suo villaggio è testimoniato dalla costruzione di una chiesetta di famiglia dedicata a San Giacomo, protettore di un omonimo Masutti che più di altri aveva contribuito alla chiesa del borgo. La chiesa fu eretta nel 1780, composta da un unico corpo a pianta rettangolare con il presbiterio e l'altare, posto a ridosso del muro, in pietra e che era rivestito in marmo rosa ed ornato da tre statue marmoree di Santi : al centro San Giacomo, a sinistra San Bartolomeo e a destra un santo Domenicano (le statue ora restaurate si possono ammirare presso la Pieve di Santa Maria Maggiore a Tramonti di Sotto) . Il campanile, accostato sul lato sinistro della facciata, s'innalza fra le case ed è ben visibile da lontano ed è lì a simboleggiare un passato di vita e di fede vissuta . Nei censimenti dei Pievani di tramonti di Sotto si rileva che nel 1790 gli abitanti erano 120 e nel 1841, 94, che abitavano in belle case di pietra costruite a loggia con diversi archi e sviluppate in altezza: questa tipologia dona tutt'oggi al villaggio un aspetto medievale ed un fascino particolare. Don Giobatta Molinari, Pievano di Tramonti di Sotto dal 1788 al 1802, nella sua "Descrizione della Valle Tramontina" conservata nell'Archivio Parrocchiale, cita pure la borgata di Pàlcoda : "Il territorio tramontino viene nei secoli miglioratto dalla pastorizia si trova la maggior parte in pianura nei tre Vilagi di Tramonti di Sotto e di Mezzo e di Sopra. Aventi ciascheduno 800 abitanti e casegiatti buoni coperto di copi e costruito a muro. A sinistra di questa Vale ci sono le Borgatte Campone Ombrena Pàlcoda e Canal di Cuna un buon abitato con popolazione di 1800 abitanti circa dediti alla pastorizia ed al lavoro del Bosco ed altre occupazioni di commercio fuori del proprio paese".

Pàlcoda nel 1914 contava ancora 126 abitanti, " i Palcodàns " ,ma che a causa della crisi economica succeduta alla prima grande guerra e a seguito del grosso fenomeno d'emigrazione che interessò la montagna friulana ( in poco più di un decennio oltre 1.000 persone lasciarono il territorio del Comune di tramonti di Sotto) venne abbandonato. A memoria d'uomo l'ultima famiglia che abbandonò il borgo erano dei Masutti , correva l'anno 1923.

Tratto da :INSEDIAMENTI STORICI E PAESAGGIO IN VAL MEDUNA- PARTE II° di MORENO Baccichet
VI° Volume della collana "Lis Vilis di Tramonç"
LE STATUE DEI SANTI DELLA CHIESETTA DI PALCODA
Opuscolo edito dalla parrocchia di S. Maria maggiore -S. Antonio Abate -S. Nicolò Vescovo

Come arrivarci: da Tramonti di Sotto prendete la strada asfaltata che porta a Comesta e proseguite per Tamar . Alla fine della strada asfaltata abbandonate l'auto per proseguire lungo la pista forestale fino alla segnalazione su pannelli del "Percorso Ecomuseale" (posati nell'agosto 2005) .A questo punto due sono le possibilità:1. di proseguire sulla pista forestale che porta a Tamar e arrivati in quota prendere sulla sinistra il sentiero per Pàlcoda
2. di proseguire sul percorso che conduce a Vuar e Crovat e proseguite verso la forcella, segnata da un ambiente geologico particolarissimo.

Merita sicuramente una visita il piccolo borgo di Vuar .Dopo la prima salita e un breve tratto pianeggiante si raggiunge un guado e mentre la via di Pàlcoda prosegue a destra sulla sinistra si inerpica lungo il costone roccioso un piccolo sentiero che porta al borgo, particolarmente interessante dal punto di vista architettonico. In primo luogo perché l'edificio principale è di suggestiva bellezza per l'inusuale doppio ordine della loggia, secondariamente perché l'edificio è il frutto di un esemplare trasformazione dell'originario borgo agricolo- pastorale in una sorta di villa borghese di proprietà della famiglia Rugo.Una volta arrivati alla forcella , alla confluenza del sentiero che proviene da Tamar, si vede già la "pala" dei Masutti e il campanile della chiesa .Scendete per una bella mulattiera sino al Chiarzò e risalite fino Pàlcoda per un sentiero segnato in azzurro.
Chi vuole partire da Campone ( il sentiero parte dalla borgata di Pagnac) avrà la soddisfazione di risalire un torrente bellissimo seguendo i segni lasciati per guidare gli escursionisti,fino a confluire, nei pressi della cascata, ( "il Pisulat") nella mulattiera che collegava Pàlcoda a Cesarias e Tamar.

Appuntamenti : oggi questo sito isolato costituisce luogo di pellegrinaggio per valligiani ed appassionati. Dall'estate del 2004 grazie alla Parrocchia ,proprietaria del sito, alla Pro loco, all'Amministrazione Comunale ,alle Associazioni e ai diversi volontari è partito il "Progetto Pàlcoda", che si prefigge il recupero del Campanile e della Chiesa di San Giacomo.per questi motivi durante tutta la stagione sono fissate delle escursioni alla borgata per gli scopi sopracitati. Chiunque fosse interessato a partecipare ai lavori di recupero o semplicemente fare una escursione e visita al borgo medievale insieme ai volontari , può mettersi in contatto con il Comune di tramonti di Sotto 0427.869017 o con il Sig. Fulvio Graziussi - Referente per l'iniziativa allo 0427.2312


EVENTI:



FOTO:

Canal di Cuna- Pascalon-ChiesadiSanVincenzo
   

 


 
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